La storia

Ingegnere e scienziato cui si devono i più grandi progressi nell'evoluzione delle artiglierie, nacque a Novara il 28 luglio 1808. Entrato in Accademia all’età di dieci anni, ideò poco più che ventenne un geniale sistema di ponte militare di barche per l’attraversamento dei fiumi. Risolse per primo il caricamento della culatta e della rigatura delle bocche da fuoco, dando origine ali moderni sistemi di artiglieria a retrocarica. Nella seconda metà del 1849, il Ministro dei Lavori Pubblici, dovendosi effettuare il traforo delle Alpi al Frèjus, chiamò il maggiore Cavalli a far parte della Commissione istituita appositamente per esaminare il progetto presentato da tre illustri ingegneri di fama mondiale; il Dispaccio Ministeriale motivava la nomina con le seguenti parole "… di quelle persone i cui distinti lumi e speciali tecniche cognizioni, rendono più d'ogni altra, atte a dare al riguardo un ragionato ed autorevole giudizio"

Diresse per dieci anni la Regia fonderia di Torino e prese parte alle campagne del 1848, ’49 e ’59 per l’indipendenza italiana. I suoi cannoni vennero impiegati nell’assedio di Gaeta e Messina nella campagna 1860-61. Decorato da quasi tutte le nazioni europee e dalla Turchia, fu membro delle Accademie delle Scienze di Torino, di Modena e di Stoccolma, dei Regi Istituti Scientifici Lombardo e Napoletano. Fu nominato deputato del Parlamento Nazionale per tre legislature e senatore del Regno. Morì a Torino il 23 dicembre 1879.

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